Archive for ottobre, 2014

17 Ott 2014

Sei abbastanza flessibile per cambiare?

 

Flessibilità

 

Nel mio lavoro di trainer e coach mi trovo spesso ad affrontare il tema del cambiamento, sia a livello individuale che aziendale.

Gli imprenditori e i manager mi chiedono aiuto per “far accettare il cambiamento in azienda” o per “rendere il momento di cambiamento in azienda più facile e meno problematico”.

Molti credono che esista un metodo sempre valido e applicabile in qualsiasi contesto, una sorta di “libretto di istruzioni” con indicati i passaggi da fare per ottenere un risultato immediato.

Magari fosse così!

Negli ultimi 20 anni lo studio dei processi di cambiamento ha interessato numerosi ambiti: dalla psicologia alle scienze comportamentali fino all’ingegneria e al pensiero sistemico, passando per numerose teorie di management e matematiche.

Che cosa abbiamo imparato?

Rispondo con le parole di un noto ricercatore e autore internazionale, Richard Barrett, fondatore dell’istituto di ricerca “Barrett Values Centre” il quale afferma che “la trasformazione culturale dell’organizzazione inizia con la trasformazione personale dei leader. Le organizzazioni non si trasformano. Le persone sì.”

Per rendere fluido e meno spigoloso l’impatto del cambiamento il segreto è quindi quello di concentrarsi sulle persone e su come queste, individualmente o in gruppi, si comportano quando è necessario spostarsi da una situazione conosciuta ad una nuova.

Le soddisfazioni maggiori in termini di risultati recenti provengono infatti dalle neuroscienze e dalle ultime scoperte in tema di neuroplasticità, intesa come la capacità del sistema nervoso di modificarsi in risposta a stimoli esterni e interni.

Le ultime scoperte in questo campo hanno dimostrato che il cervello umano è in continua evoluzione ed è capace di “cambiare la sua struttura” in risposta alle nuove esperienze e ai nuovi stimoli a cui viene esposto.

In altre parole, abbiamo imparato che per promuovere il cambiamento in qualsiasi contesto è necessario insegnare alle persone a “usare il proprio cervello per cambiare”, come il pioniere Richard Bandler, co-creatore della PNL, affermava già negli anni ’80 (“Usare il cervello per cambiare”, ed. Astrolabio, 1986).

Quali sono le capacità da sviluppare per imparare a cambiare con flessibilità e con il minimo sforzo?

Quali meccanismi automatici dobbiamo imparare a governare per utilizzare il cambiamento a nostro favore?

Tratterò questo tema durante l’incontro informativo gratuito che si terrà  a Cassola (Vicenza) il 05 novembre dalle ore 17.30 alle 19.00 presso l’Hotel Glamour in via Valsugana, 90.

 

04 Ott 2014

Il corpo nel presente e la mente nel passato: suggerimenti pratici per coppie felici

Come certamente anche a molti di voi, mi è capitato di conoscere delle coppie “separate” legalmente che non hanno mai divorziato.

Si sentono al telefono con una frequenza regolare, si preoccupano l’uno della salute dell’altro e corrono quando l’ ”ex” sta male, si sorridono con gli occhi quando si incontrano “per caso” e ci tengono ad essere informati sulle attività (lavorative e extra-lavorative) nelle quali l’ex partner è coinvolto.

Quando parlano l’uno dell’altra lo fanno con stima e calore, e non accettano critiche rivolte alla persona che ha condiviso con loro una parte così importante della vita.

Ricordano spesso le esperienze condivise e, ricordandole, godono delle sensazioni positive che li riportano nel passato.

Nonostante questo, sono “separati” legalmente e spesso uno dei due ha un nuovo “compagno” o “compagna” al quale dedica lo spazio che rimane, nella mente e nel cuore.

Mi sono spesso chiesta che cosa si dicono per giustificare questa situazione e, soprattutto, se sono Felici.

Parlando con alcuni di loro ho notato che usano spesso questa espressione: “tanto non amerò più nessuno come lui/lei”. Certo! Penso io. Forse perché amano ancora lui o lei  ma, per motivi di orgoglio e perché “non si può tornare indietro” preferiscono vivere con il corpo nel presente e con la mente nel passato. E, quando si verifica questa situazione, raramente si è Felici.

Spesso vivono l’avvenuta separazione come un fallimento, e preferiscono soffrire nel presente piuttosto che perdonare e ri-costruirsi insieme, utilizzando come fondamenta della nuova casa interiore quelle emozioni “di testa e di cuore” che ancora oggi il solo ricordo dell’altro suscita.

Come potrebbero tornare ad essere Felici? 

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