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21 Nov 2014

Dialogo con la Mente

Dialogo con la Mente

Vi propongo oggi un articolo che mi ha gentilmente regalato Silvia Marchiorello, life & wellness Coach, dopo aver concluso il percorso di PNL Practitioner a Vicenza a ottobre.

Sono  emozionata perché Silvia ha saputo “aprirsi” e condividere con me/voi la sua esperienza soggettiva così profondamente. I miei complimenti di tutto cuore, Silvia!

Colgo ancora l’occasione per ringraziare tutti i  partecipanti al corso e per rinnovare i miei complimenti a ognuno di loro: per il percorso intrapreso, per il coraggio, per la perseveranza e per la flessibilità che già possiedono.

E ora …. buona lettura a tutti!

(di Silvia Marchiorello)

“Mi piace credere che tra noi e la nostra Mente ci sia un rapporto straordinario e affascinante, ma c’è una cosa che dovrebbe essere considerata: Lei sa tutto di noi ma noi non sappiamo quasi nulla di Lei. Eppure senza non potremmo svilupparci, perché la maggior parte delle abilità che apprendiamo nel corso della nostra vita sono già insite nella nostra Mente.

Mi piace credere che con Lei condividiamo tutto quello che ci accade, come se fosse la nostra migliore amica, eppure c’è un altro aspetto da considerare: a volte diventa il nostro peggior nemico. Ci cattura con i pensieri negativi e poi ci imprigiona in un circolo vizioso da cui è impossibile uscire da soli.

Mi piace credere che con la mia Mente prima parlassi così ….

IO: “Cara Mente, da molto tempo ho perso il contatto con me stessa e la mia vita sembra trascinarmi dove vuole lei.

Il tempo scorre ed io sono ferma, immobile, respiro la stessa aria di sempre, sento le stesse parole ronzare dentro di me e tu che cerchi di dirmi qualcosa, di farmelo capire lanciandomi dei segnali.

Ma ascoltarti vuol dire far fatica, abbandonare il cerchio della mia sicurezza. Rischierei troppo, perderei quel che finora ho conquistato con impegno e sacrificio. Poi magari chissà cosa penseranno gli altri, mi vedranno cambiata e non mi accetteranno più”.

MENTE: “Cara Silvia, ascolto i tuoi suoni, raccolgo le tue immagini e provo le tue sensazioni da quando sei venuta al mondo. Abbiamo vissuto esperienze, condividiamo valori e convinzioni e ti ho sempre accompagnata dove volevi tu.

Sono rimasta fedele ai tuoi sogni e ho contribuito a realizzarli”.

IO: “Certo, ma non sono i sogni che volevo! Mi sento triste ed arrabbiata. Gli altri vanno avanti, hanno successo ed io sono ancora qui, ancorata alle mie paure”.

MENTE: “Ma sei tu che mi hai guidata fino a qui.

Ora, di che cosa hai bisogno per riprendere in mano la tua vita? Mandami un messaggio chiaro e convincente, così potrò aiutarti”.

Quando la mia Mente mi chiese questo, restai in silenzio per molto molto tempo.

Fino a quando, in un momento particolare della mia vita, mi resi conto che quello che avevo non mi bastava più, volevo sentirmi diversa da com’ero, uscire dalla routine, essere protagonista della mia vita perché ero stanca che lo fossero gli altri al posto mio.

Il desiderio di CAMBIAMENTO era molto forte e la mia Mente era pronta a farlo.

Decisi di iscrivermi al corso di PNL organizzato e guidato da Maurizia Moltoni e mi ritrovai con un gruppo di persone speciali, con un modello del mondo differente e curioso, rilegato da aspettative, esperienze, valori e convinzioni forti che le avevano guidate nella loro vita fino a quel momento.

Nella diversità che ci rendeva unici, avevamo un aspetto che ci accumunava: ritrovare un rapporto di fiducia con la nostra Mente.

Infatti, il titolo del corso “USARE LA MENTE PER CAMBIARE” racchiude in sé un’azione di coraggio complessa chiamata CAMBIAMENTO.

Questa parola risuona nella nostra quotidianità, in modo più o meno consapevole, ed è una continua provocazione da cui noi tendiamo a difenderci perché CAMBIARE significa anche fare i conti con gli aspetti della nostra vita che ci fanno soffrire.

Non possiamo NON CAMBIARE. Dobbiamo farlo per noi stessi, perché siamo venuti al mondo per essere felici e per fare esperienze che ci arricchiscono.

La PNL insegna proprio questo: guidare la propria Mente verso la felicità, utilizzando STRATEGIE per CAMBIARE il proprio STATO e liberare la Mente da quelle ANCORE che ci trattengono, definendone di nuove, più funzionali e produttive.

In questo modo a “Mente Libera” e “Nuova”, diventa molto più facile cogliere le opportunità che si presentano, conoscere nuove persone stimolanti e ottenere ciò che vogliamo veramente.

L’energia che mi hanno trasmesso i miei compagni e Maurizia è incredibile, come incredibile è il dialogo che adesso c’è tra me e la mia Mente :

IO: “Cara Mente, ho capito ora quello che mi dicevi tempo fa. I risultati che ottengo, le relazioni che instauro, gli eventi che accadono sono tutti aspetti della vita che dipendono per la maggior parte da me. Sì, dipende da me dove tu vai, dipende da me quello che troverò e dipende da me se vorrò esserci come protagonista o come spettatore”.

MENTE: “Cara Silvia, mi fa piacere che hai colto il mio messaggio e sono pronta a seguirti ovunque tu mi porterai”.

IO: “Bene cara Mente, perché adesso si parte per un nuovo viaggio, con nuove immagini, suoni e sensazioni, nuove strategie e un nuovo focus. Metti tutto nel tuo bagagliaio che la strada è tutta da percorrere. E non pensare che sarà facile”.”

Con affetto per Maurizia

Silvia Marchiorello

Silvia

17 Ott 2014

Sei abbastanza flessibile per cambiare?

 

Flessibilità

 

Nel mio lavoro di trainer e coach mi trovo spesso ad affrontare il tema del cambiamento, sia a livello individuale che aziendale.

Gli imprenditori e i manager mi chiedono aiuto per “far accettare il cambiamento in azienda” o per “rendere il momento di cambiamento in azienda più facile e meno problematico”.

Molti credono che esista un metodo sempre valido e applicabile in qualsiasi contesto, una sorta di “libretto di istruzioni” con indicati i passaggi da fare per ottenere un risultato immediato.

Magari fosse così!

Negli ultimi 20 anni lo studio dei processi di cambiamento ha interessato numerosi ambiti: dalla psicologia alle scienze comportamentali fino all’ingegneria e al pensiero sistemico, passando per numerose teorie di management e matematiche.

Che cosa abbiamo imparato?

Rispondo con le parole di un noto ricercatore e autore internazionale, Richard Barrett, fondatore dell’istituto di ricerca “Barrett Values Centre” il quale afferma che “la trasformazione culturale dell’organizzazione inizia con la trasformazione personale dei leader. Le organizzazioni non si trasformano. Le persone sì.”

Per rendere fluido e meno spigoloso l’impatto del cambiamento il segreto è quindi quello di concentrarsi sulle persone e su come queste, individualmente o in gruppi, si comportano quando è necessario spostarsi da una situazione conosciuta ad una nuova.

Le soddisfazioni maggiori in termini di risultati recenti provengono infatti dalle neuroscienze e dalle ultime scoperte in tema di neuroplasticità, intesa come la capacità del sistema nervoso di modificarsi in risposta a stimoli esterni e interni.

Le ultime scoperte in questo campo hanno dimostrato che il cervello umano è in continua evoluzione ed è capace di “cambiare la sua struttura” in risposta alle nuove esperienze e ai nuovi stimoli a cui viene esposto.

In altre parole, abbiamo imparato che per promuovere il cambiamento in qualsiasi contesto è necessario insegnare alle persone a “usare il proprio cervello per cambiare”, come il pioniere Richard Bandler, co-creatore della PNL, affermava già negli anni ’80 (“Usare il cervello per cambiare”, ed. Astrolabio, 1986).

Quali sono le capacità da sviluppare per imparare a cambiare con flessibilità e con il minimo sforzo?

Quali meccanismi automatici dobbiamo imparare a governare per utilizzare il cambiamento a nostro favore?

Tratterò questo tema durante l’incontro informativo gratuito che si terrà  a Cassola (Vicenza) il 05 novembre dalle ore 17.30 alle 19.00 presso l’Hotel Glamour in via Valsugana, 90.

 

04 Ott 2014

Il corpo nel presente e la mente nel passato: suggerimenti pratici per coppie felici

Come certamente anche a molti di voi, mi è capitato di conoscere delle coppie “separate” legalmente che non hanno mai divorziato.

Si sentono al telefono con una frequenza regolare, si preoccupano l’uno della salute dell’altro e corrono quando l’ ”ex” sta male, si sorridono con gli occhi quando si incontrano “per caso” e ci tengono ad essere informati sulle attività (lavorative e extra-lavorative) nelle quali l’ex partner è coinvolto.

Quando parlano l’uno dell’altra lo fanno con stima e calore, e non accettano critiche rivolte alla persona che ha condiviso con loro una parte così importante della vita.

Ricordano spesso le esperienze condivise e, ricordandole, godono delle sensazioni positive che li riportano nel passato.

Nonostante questo, sono “separati” legalmente e spesso uno dei due ha un nuovo “compagno” o “compagna” al quale dedica lo spazio che rimane, nella mente e nel cuore.

Mi sono spesso chiesta che cosa si dicono per giustificare questa situazione e, soprattutto, se sono Felici.

Parlando con alcuni di loro ho notato che usano spesso questa espressione: “tanto non amerò più nessuno come lui/lei”. Certo! Penso io. Forse perché amano ancora lui o lei  ma, per motivi di orgoglio e perché “non si può tornare indietro” preferiscono vivere con il corpo nel presente e con la mente nel passato. E, quando si verifica questa situazione, raramente si è Felici.

Spesso vivono l’avvenuta separazione come un fallimento, e preferiscono soffrire nel presente piuttosto che perdonare e ri-costruirsi insieme, utilizzando come fondamenta della nuova casa interiore quelle emozioni “di testa e di cuore” che ancora oggi il solo ricordo dell’altro suscita.

Come potrebbero tornare ad essere Felici? 

18 Ago 2014

Il valore di una Filosofia

Troppo spesso le persone prendono decisioni senza sapere cosa le rende Felici, cioè cosa è davvero importante per loro.

Siamo stati abituati a decidere tenendo conto della situazione economica, di ciò che la società “apprezza” o “non apprezza”, di cosa fa piacere a chi ci sta vicino, di cosa “gli altri” si aspettano da noi, di cosa vogliamo “in quel momento”. Ci comportiamo spesso come quei marinai che, ammaliati dalle suadenti voci delle sirene e accecati dalla bellezza di quelle creature semi-divine, perdevano l’orientamento e dimenticavano per sempre la strada per tornare a casa.

La “casa” di ciascuno di noi è rappresentata dai nostri Valori.

I Valori, pur non essendo tangibili, guidano ogni giorno i nostri comportamenti e ci indicano cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ogni volta che esprimiamo un giudizio, lo facciamo sulla base dei nostri Valori. E quando ci sentiamo indecisi o insicuri è spesso una conseguenza del fatto che non conosciamo i nostri Valori o che stiamo facendo nostri i Valori di altri.

L’insieme dei Valori di riferimento di ogni individuo  o organizzazione ne definisce la “Filosofia”: questo vale sia a livello personale che professionale, sia a livello individuale che di squadra.

Ecco perché il definire una “Filosofia” dovrebbe essere l’attività alla base di ogni percorso di sviluppo sia individuale che di gruppo.

10 Ago 2014

Guarda: un cliente!

 

Nell’attività di coaching il primo obiettivo del coach consiste sempre nello stabilire una relazione positiva e di fiducia con il cliente.

Per entrare in Rapport (così viene definito lo stato in cui il cliente si sente a proprio agio e “riconosciuto” dal coach) è necessario che il coach metta il Cliente al centro della relazione comunicativa e osservi attenta-mente quali segnali egli sta inviando in ogni momento. Facile? Può sembrare così.

Per poter raccogliere con successo i segnali che il cliente invia occorre però prestare più attenzione al cliente che a se stessi. Questo per molti di noi rappresenta già di per sé una sfida …

04 Lug 2014

La nuova Leadership passa dalla Mente

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La nuova via che porta alla Leadership percorre da poco più di un decennio la strada del Cervello e della Mente.

I libri che illustrano le qualità innate del perfetto leader o che suggeriscono quali comportamenti imitare per “entrare nella parte” del leader sono ormai (quasi) ufficialmente superati.

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